Aikido intervista al maestro Marco Rubatto

Aikido, antica arte marziale giapponese che avvicina molti occidentali, utile per trovare la padronanza di sè stessi nel qui e ora. L’Aikido conserva la tecnica dell’arte marziale, il suo fine non è il combattimento, ma la “capacità di vivere rilassati e sereni anche sotto stress”, come dice il maestro Marco Rubatto. Andiamo a conoscere meglio l’Aikido, le sue origini  e i benefici della pratica con questa breve intervista al maestro.
Chi è Marco Rubatto:
Maestro 5º dan Fijlkam (Federazione Italiana Judo Karate Lotta e Arti Marziali) e 4º dan Aikikai (la Fondazione internazionale più famosa legata all’Aikido), Presidente della Commissione Tecnica Nazionale del Settore Aikido della Federazione (Fijlkam), Fiduciario Regionale Aikido Fijlkam di Piemonte & Valle d’Aosta. Capo-redattore del Blog Aikime, una delle risorse gratuite on-line più famose d’Italia su questa disciplina, dirige il DojoHara Kaia Torino, nel quale insegna Aikido, Meditazione e percorsi di gestione consapevole del conflitto, di formazione manageriale e team building. Specializzato nell’insegnamento dell’Aikido nell’abito dell’handicap intellettivo e con le fasce deboli di utenza giovanile. Tiene regolari stage di formazione sia in Italia che all’estero.

aikido cos'è

Ciao Marco, tu insegni ormai da molti anni l’Aikido, ti faccio qualche domanda per conoscere quest’antica disciplina

1. Cos’è l’Aikido?

 É molto facile trovare sul Web alcune definizione pre-confezionate che pretendono di spiegare in modo esaustivo cosa sia l’Aikido, ho però rinunciato ad utilizzarle da molto tempo, in quanto negli ultimi 25 anni si è modificato molto il senso che attribuisco a questa parola giapponese; mi limiterò quindi a rimandare “che cos’è per me l’Aikido ora”, consapevole di offrire solo uno scorcio provvisorio della disciplina, destinato ulteriormente ad evolversi spero ancora molte volte. Per me ora l’Aikido è la capacità di trovarsi nel luogo giusto, al momento giusto e con la propensione interiore migliore per affrontare ciò che mi riserva lo stupendo viaggio nella vita. Un’altra buona definizione può essere “la capacità di vivere rilassati e sereni sotto stress”, o  ancora , “la capacità di trasformare un conflitto in un’opportunità evolutiva per tutti coloro che ne sono coinvolti, a qualsiasi titolo”.

2. Quali sono le origini dell’Aikido?

L’Aikido nasce da una forma tradizionale di “Budo” giapponese (ovvero di arte marziale) chiamata Daito Ryu Aiki Jujutsu, che era appunto la disciplina praticata dal Fondatore dell’Aikido, Morihei Ueshiba, prima che egli apportasse sostanziali riletture delle prospettive con le quali faceva ciò che stava facendo. In buona sostanza Ueshiba si rese conto che alla tecnica marziale giapponese, che assicurasse una certa efficacia su un avversario minaccioso, mancava una connessione stabile all’universo interiore di chi la pratica. Egli si rese conto che uccidere un violento per salvare la propria vita non ci rende meno violenti di chi si comporta da carnefice, né ci rende persone migliori: quindi creò l’Aikido, mantenendo la tecnica marziale che aveva imparato dal proprio maestro, ma rendendola estremamente “pacifica”, grazie ad una filosofia che è entrata a far parte integrante della pratica: ferire il proprio avversario è considerato inutile e segno di poca maturità, visto che la violenza viene considerata inutile in ogni caso. Si è creata quindi la necessità di non farsi mettere i piedi in testa, ma anche di non metterli agli altri a nostra volta.
Nelle arti marziali si cercò  per la prima volta nella storia, una posizione di parità e di connessione con quello che veniva percepito come “il problema/la minaccia”, anziché cercare il modo per avere supremazia fisica e psicologica sul prossimo.
Ulteriori studi lo portarono a ritenere che nell’universo regnasse un certo ordine armonico e che ciascuno di noi poteva scegliere se allinearsi o meno a questo “ordine naturale”. Sconfiggere un nemico fisico esterno diviene quindi meno prioritario di avere accettato la sfida dell’avversario che si trova dentro ciascuno di noi, di aver abbracciato ed imparato ad amare la nostra parte in ombra, anziché cercare stoltamente di distruggerla o di reprimerla.
Il prossimo viene visto come uno specchio di sé stessi, tramite il quale evolvere, anche in caso in cui egli si mostri aggressivo nei nostri confronti. Così facendo, egli, in qualche modo, assume il compito di rappresentare la nostra parte in ombra, ed armonizzandosi con essa noi ritroviamo pace interiore… e di conseguenza anche esteriore.

3. Quali i benefici e le controindicazioni per la pratica?

I benefici della pratica dell’Aikido sono molteplici, visto che il movimento fisico viene utilizzato per migliorare la connessione corpo-mente-spirito: è possibile rimanere in buona forma fisica, aiutato il corpo in una crescita sana (nel caso si tratti di ragazzi) o in un invecchiamento sano (nel caso che i praticanti siano più maturi): le tecniche marziali vanno performate ad una velocità ed intensità che onori contemporaneamente le condizioni fisiche, psichiche e spirituali nostre e dei nostri partners di allenamento. In Aikido sono pochi gli esercizi che si possono fare da soli: nella maggioranza dei casi lavoriamo in coppia o in piccoli gruppi di persone.
Questo fa si che sia possibile studiare e migliorare le proprie attitudini relazionali, utilizzando il “corporeo” come teatralizzazione di aspetti di tipo più personale e sottile.
C’è anche chi nell’Aikido ricerca una propria forma di spiritualità: questa disciplina tende ad essere trasversale a tutti gli aspetti della vita umana, quindi  di solito, ciascuno si avvicina ai gruppi che si occupano maggiormente dell’aspetto che interessa di più. È molto raro trovare però un gruppo o un insegnante che si occupino di approfondire la disciplina a 360º. Di solito la pratica viene molto limitata all’aspetto tecnico, per parziale inconsapevolezza degli Insegnati stessi.
Le controindicazioni nella pratica provengono da una parziale inconsapevolezza di cosa ci muove e da cosa muove chi ci fa da guida: il mondo dell’Aikido è spesso frequentato da persone che vogliono coprire/nascondere i propri problemi, anziché metterli sotto i  riflettori, per studiarli e quindi forse anche risolverli. Le guide sagge e preparate scarseggiano abbastanza, quindi a volte, si ottengono risultati inficiati da esagerazioni di varia natura: eccesso peso all’aspetto marziale/fisico, oppure all’opposto scarso peso a quest’aspetto in favore di un ambiente fricchettone e neweggiano, che poco aiuta chi ha sinceramente voglia di esplorarsi a fondo.
Dopo i miei primi 25 anni di pratica, dei quali gli ultimi 10 passati ad insegnare Aikido quotidianamente in modo professionale, mi viene però da affermare che le controindicazioni non sono da attribuire all’Aikido, quanto alla scarsa consapevolezza con la quale le persone spesso vi ci si rapportano.

4. L’Aikido si può praticare a tutte le età?

L’Aikido si può praticare a tutte le età ed è adatto ad entrambi i sessi: di solito è poco utile avvicinarsi prima dei 5 anni, perché i bambini più piccoli hanno una soglia di attenzione così delicata da non riuscire ad utilizzare al meglio il tempo di una lezione, ma questa non è una regola fissa, ho lavorato con grande soddisfazione con bimbi di 4 anni in passato.
All’altro estremo, posso dire che il mio allievo più anziano al momento ha 74 anni… ma ho conosciuto ottantenni arzilli, che si cimentano settimanalmente nella pratica, con una vitalità veramente invidiabile!
5. Che utilità ha oggi lo studio dell’Aikido?
Credo che nella società in cui viviamo ci sia sempre meno bisogno di difesa personale, per quanto il mainstream possa farci ritenere il contrario: lo stress tuttavia è un veleno in grado invece di inficiare molto nel nostro quotidiano, se non si è capaci di gestirlo in modo creativo e proficuo.
L’Aikido, secondo me, al momento attuale ha appena iniziato a mostrare le sue molteplici utilità, in quanto per decenni (è una disciplina abbastanza giovane, nata ufficialmente intorno al 1940) si è continuato a praticarlo in modo quasi esclusivamente tecnico.
Una sorta di arte musicale, della quale per anni si sono studiati solo i solfeggi e gli accordi principali, ora sarà importante iniziare a lanciarsi in qualche melodia.
C’è già ora chi inizia a studiarne i principi di carattere più sottile e alcuni (ancora un po’ rari, purtroppo), si occupano anche delle prospettive che consentono di applicare questi principi filosofici nel quotidiano: questo sta aprendo numerose opportunità a chiunque intenda smettere di sentirsi vittimizzato dalle proprie condizioni di vita, ed al contrario desideri diventare il timoniere della propria realizzazione personale.
Praticare Aikido implica la possibilità di utilizzarne i principi ogni giorno: a casa, a scuola, su lavoro, con gli amici, nelle relazioni sentimentali, etc.
Raramente sarà necessario applicare una tecnica marziale a livello fisico, per fortuna, ma molto di frequente accade di dover attraversare periodi di grande stress e frustrazioni di vari natura: l’Aikido può divenire uno strumento utilissimo in questi casi, dimostrandosi una disciplina attuale e della quale credo si sentirà parlare ancora molto e positivamente in futuro!
Grazie Marco!
Per contattare il maestro Marco Rubatto: Facebook  Dojo di Marco Rubatto (ecco il link),  profilo Facebook personale o sul sito Web
Libri consigliati

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: