Conosci te stesso per essere libero Il processo di individuazione di Jung

La sofferenza dell’essere umano viene dal non conoscere sé stesso; ecco perché questa massima del tempio di Apollo a Delfi: “nothi seautón” (conosci te stesso). Questa è diventata l’esortazione dei saggi. Jung diceva che ognuno di noi dovrebbe trovare il senso della propria vita, attraverso quello che lui chiamava “il processo di individuazione”.

“L ‘individuazione non ha altro scopo che di liberare il Sé …dai falsi involucri della “persona”…dal potere suggestivo delle immagini dell’inconscio”.
(C.G.Jung)

Conosci te stesso

Come il seme diventa la pianta, così l’essere umano diventa sé stesso, in questo divenire possono però esserci degli ostacoli, come affidarsi al di fuori di sé, altre volte invece, le risposte interiori sono chiare come nelle “vocazioni” (dal latino “vocatio”: “richiamo”). In questo tempo, siamo bombardati da condizionamenti che vengono dai media, da internet e che distolgono l’attenzione dalla propria “individualità”, portando a ricercare nell’ effimero la libertà, ma la vera libertà dell’essere è realizzare ciò che è.  Il sistema in cui viviamo è fondato sull’ omologazione, mentre la natura ci ricorda l’originalità di ogni creatura. 

“Un numero assurdo di persone resta bloccato…Potrebbero andare molto più oltre se qualcuno dicesse loro le cose giuste, o se riuscissero a dedicare a sé stessi il tempo necessario. Se nulla osta, l’uomo tende a diventare un essere completo, perché è quella la legge che ha dentro”. (C.G. Jung)

conosci te stesso Jung

Se non sai cosa fare di te stesso, fatti aiutare dall’ inconscio! Questo ci comunica Jung. L’inconscio ha una conoscenza più ampia. Chi sono davvero? Oltre le maschere dell’ego? Una rosa è una rosa, una quercia è una quercia. Ogni essere è ciò che è. L’individuazione è scoprire l’essere e il compito vero che fornisce ad esso senso.
Individuazione non è ciò che pensano gli altri di me, ma  ciò che veramente sono o che posso diventare, a prescindere dai giudizi altrui.  Questa consapevolezza deve venire da dentro. Bisogna imparare che gli ostacoli che si incontrano nel percorso, sono occasioni per riconoscere il proprio cammino. In questo cammino devi trovare il tuo centro!

Animus e Anima

L’individuazione è un processo che unisce Animus e Anima, cioè la nostra componente maschile e femminile.

Anima e Animus sono archetipi. In ogni essere umano il maschile-femminile esiste nel corpo, nella mente e a livello metafisico.  L’Anima è la controparte femminile dell’uomo, l’Animus controparte maschile della donna. Per Jung, in ogni genere ci sono valenze maschili e femminili.
Anima e Animus sono simili allo ying-yang cinesi. Ciò che bisogna fare è riconoscere e armonizzare queste due parti . Siamo due: l’essere insicuro nel mondo della manifestazione e l’essere che sa nell’assoluto. Riconoscere la parte di te che sta ad un livello superiore è il compito esistenziale, spirituale. L’Ombra non è più la parte negativa di te, ma un’energia da elaborare. Raggiungere l’osservatore, colui che è distaccato, è lo scopo del saggio. L’individuazione è la via che produce l’essere totale, integro, realizzato.

L’uomo individuato non è più dipendente dalla realtà esterna e dalla sua storia, ma crea la propria evoluzione consapevole, con cui partecipa all ’evoluzione del mondo.

conosci te stesso Jung

La sincronicità

Jung parla di sincronicità come comprensione che non esiste la solitudine, ma che apparteniamo ad un Tutto interconnesso. Così un evento, un incontro…, si inserisce nell’attuarsi del tuo mutamento interiore, i cosiddetti “Segni del cammino”.

Gli archetipi e l’inconscio collettivo

L’intuizione più importante di Jung fu quella di “Inconscio collettivo”. Secondo Jung, oltre all’inconscio individuale, esiste una parte della psiche ancora più profonda, che è l’inconscio collettivo e che appartiene all’umanità. Esso affiora nei sogni, nei simboli, nei sintomi, nelle visioni, ma anche nella cultura dei popoli, nei miti, nei sistemi religiosi, nelle forme dell’arte, nelle fiabe…

Le parole degli archetipi sono i simboli.

Se per Freud, l’inconscio è una specie di stanza oscura dove si accumula la rimozione della coscienza, per Jung è una realtà, una totalità,  la memoria di tutte le informazioni e una fonte energetica che ri-armonizza la psiche.

“L’inconscio collettivo non è solo una memoria di conoscenza, ma è anche una risorsa”. 

Così, quando hai un problema e non trovi soluzione, è bene staccare la mente, delegare per un pò il problema all’inconscio.

L’inconscio sa quello che è meglio per te, perché legge la tua vita intera e vede anche il tuo futuro; comunica con l’universo. Spesso le sue rivelazioni ci arrivano improvvise come intuizioni, visioni, segni, incontri. 

Jung dice: “come in ognuno c’è una base organica profonda da cui provengono gli istinti, ovvero le pulsioni biologiche, così c’è una base psichica profonda da cui provengono gli archetipi, ovvero le pulsioni psichiche, le forze della vita che si attivano in noi quando si attuano certe circostanze”. 

Gli archetipi non sono stati inventati, vengono da un luogo che appartiene a tutti. Quando viviamo una certa situazione, il corpo reagisce con gli istinti, la mente con gli archetipi. Ognuno di noi ne contatta alcuni, più  siamo equilibrati e armonici, più la nostra gamma è ampia di possibilità. 

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Immaginazione attiva

La nostra parte razionale definisce e organizza l’esperienza fenomenica, ciò che appare; mentre l’intuizione, penetra nelle profondità, in ciò che non appare. L’immaginazione attiva coglie l’essenza dell’universo.

Jung dice: “Un neonato non è una tabula rasa. La sua mente è una struttura completa, prodotta da innumerevoli vite prima della sua… La psiche personale si sviluppa entro la vita di un individuo, ma esiste anche una psiche transpersonale”.

L’immaginazione attiva è la capacità di ricevere simboli, un canale  che lega l’individuo all’ Universo, unendo la coscienza all’ Essere.

L’inconscio parla anche col sintomo. Il sintomo è un messaggio che segnala che si è persa l’armonia con sé stessi, è una richiesta di aiuto che contiene indizi. L’inconscio collettivo si attiva e ci manda segni in quei momenti della vita in cui facciamo un passaggio, siamo in crisi, abbiamo bisogno di aiuto per uscire dalla crisi e aprirci a un’occasione di evoluzione. L’inconscio parla soprattutto nei momenti del cambiamento, è per questo che si dice che, in un certo modo, la nevrosi è un sintomo positivo, perché  indica che qualcosa vuole crescere. Se non accettiamo la crescita essa avverrà contro di noi!

Leggi anche: Come calmare la mente, risponde il maestro Sadhguru – Come riconoscere il vero Sé, le indicazioni del maestro Mooji – Assolversi per cambiare

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