Cos’è la materia? Esperimento diretto

La parola “materia” viene dal termine latino “mater” che vuol dire “madre”. Questa madre o matrice non può creare o essere ciò che si manifesta senza un “padre,” così come sé stessa generalmente ci indica. Chi è allora il “padre”? E chi o cos’è questa “madre” o materia?  

La Materia

Nella fisica classica la materia indica qualsiasi oggetto o ciò che percepiamo tale, nello spazio, che ha una massa o ciò di cui è fatto l’oggetto stesso. Ma quando la scienza ha guardato quella che chiama materia vede gli atomi formati dal nucleo, formato a sua volta da protoni e neutroni che ruotano intorno ad esso. Guardando l’atomo si nota però che è costituito perlopiù di vuoto.

materia

Max Planck, premio nobel per la fisica e padre della fisica quantistica, riuscì ad avere più chiarezza sull’analisi della materia:

“La materia non esiste, tutto è vibrazione! Tutta la materia non esiste che in virtù di una forza che fa vibrare le particelle e mantiene questo minuscolo sistema solare dell’atomo. Possiamo supporre al di sotto di questa forza, l’esistenza di uno ‘Spirito Intelligente e cosciente’. Questo Spirito è la ragione di ogni materia.”

In effetti, scoprire questa verità è semplice anche a livello “personale”. Se tocchi, guardi, ascolti, insomma percepisci un oggetto, attraverso i sensi, cos’è che davvero percepisci? Osserva!

È una vibrazione, energia! Se non vai alle categorie, ai concetti memorizzati come: questo è un tavolo, ma percepisci quello che chiami tavolo, senza il concetto di tavolo, cos’è che percepisci in realtà?

Questo vale anche per i pensieri, le sensazioni, le emozioni, i sentimenti. Perché anche questi sono “materia”, cioè oggetti di percezione. Cos’è che sto percependo quando per esempio ho paura? O sono arrabbiata? O felice? O c’è un pensiero? Se non parto subito con l’interpretazione di quello che percepisco, cos’è davvero?

Continuando l’analogia di madre-padre, visto che il termine ci indica questo percorso e, cercando di rispondere alla domanda: chi o cosa sono; la riflessione è un’esperienza diretta. Se la materia è la vibrazione, l’energia, il movimento che appare nella Coscienza, la Coscienza è il Padre cioè, ciò che dà la possibilità di questa manifestazione.

A cosa serve riflettere sulla materia?

Questa non è speculazione filosofica, ma un concreto modo per conoscere e conoscersi.

Se osservo cos’è un oggetto di qualsiasi tipo, che sia un tavolo o un pensiero, e faccio esperienza di questo in ciò che è in Realtà, per cui energia, vibrazione, movimento (le parole limitano la realtà dell’esperienza), mi rendo consapevole dell’evanescenza dell’oggetto. Questo appare e scompare nella “mia” Coscienza. Dunque, gli oggetti in questione, se visti nell’esperienza diretta di ciò che sono in Realtà, perdono il loro carattere solido, dandoci la possibilità di alleggerire la nostra esperienza di vita.

È più difficile spiegarlo che farlo!

Fai l’esperimento da te: tocca il tavolo ora e chiudi gli occhi, cosa percepisci? Non andare subito nell’immagine “tavolo” che è anch’essa un oggetto, ma rimani qui, nella percezione del tavolo, cosa percepisci?

Questo esperimento, ti porta non solo a comprendere cos’è la materia, senza essere uno scienziato, ma a comprendere meglio te stessa/o! La domanda successiva è: chi percepisce questo? Potresti rispondere, la mia mano, il mio occhio, la mia mente, allora la domanda successiva è: chi percepisce la mano, l’occhio, la mente?

Lì si ferma il dialogo interiore e non ci sono più domande.

La “madre” e il “padre” sono la stessa “cosa”.

Le considerazioni fin qui fatte vengono da riflessioni e esperienza diretta ma se vuoi approfondire le teorie e gli esperimenti di fisica quantistica qui di seguito la bibliografia.

Bibliografia

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