La danza nella società borghese il Valzer – Storia della danza

Con lo sviluppo della società borghese, nella danza sociale si vede l’entrata in scena del Valzer che esprime una danza gioiosa. Nella danza d’arte, dall’età dell’oro del Ballet de cour che durò da quando il Ballet comique consacrò l’arte della danza, fino al 1681, quando apparve sulle scene la prima ballerina professionista, M.lle Lafontaine, soprattutto in Francia, si produssero balletti con sempre maggiore frequenza.

La nobiltà e la danza

La nobiltà si legò a questa forma d’arte come se fosse di sua proprietà. Sotto il regno di Luigi XIV la corte continuò a commissionare balletti. J.B. Lully (1632-1687), insieme a J. B. Moliere (1622-1673), diedero vita alle Comedies Ballets , dei  musical in cui si univano commedia, balletto e musica. Queste furono un contributo importante al teatro danzato. La danza come arte cresceva in modo lento e confuso, non era ancora matura quando entrò nelle accademie, inoltre doveva superare l’handicap di crescere in un ambiente superficiale. Mentre il pensiero scientifico faceva progressi importanti e la letteratura dava creazioni di buon livello, le arti rappresentative continuavano ad esistere in funzione delle classi sociali superiori che insistevano sui gesti eroici, grandiosi, sull’apparire.

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La danza sociale e il Valzer

In altro modo si sviluppava invece la danza sociale, che sentiva il bisogno di esprimere, attraverso il gesto danzato, la festa, la gioia di vivere, infatti questo portò presto alla nascita e allo sviluppo del Valzer. Fu un invito a rompere con il passato, con le formalità, era un ballo vigoroso in 3/4 con l’accento sulla battuta iniziale:

“Aveva una connotazione di sfida, di affermazione dell’io e, mettendo l’accento sulla gioia di vivere, anticipava la Rivoluzione”.  Da Storia della danza

Origini del Valzer

Gli storici tedeschi riportano l’origine del Valzer ad antiche danze germaniche come il Nachtang, lo Springtanz, l’Allemand , che hanno in comune con il Valzer gli elementi dinamici e sfrenati, mentre gli storici francesi ne teorizzano l’origine parigina dalla Valse (ballata per la prima volta a Parigi nel 1178) e la sua esportazione in Germania dopo il secolo XVIII sotto il nome di Valzer.

Ritorno alle danze in estasi

Il passaggio dal Minuetto al Valzer è preparato dalla Contraddanza che segna l’ascesa della società borghese e la decadenza della vita di corte. La Contraddanza riprende i passi del Minuetto, con la schermaglia amorosa, ma resta una danza collettiva, le cui forme fondamentali sono più antiche di quelle delle danze di coppia, come il circolo e il fronte.

“Il ritorno alle danze collettive segna la fine di quella Cortesia che dal tempo dei trovatori, per cinque secoli, ha fornito alla vita sociale la sua essenza e forma di vita”. Da Storia della danza

Con il Valzer si ripropone una danza caratterizzata dall’estasi, dalla voglia dell’essere umano di lasciarsi andare attraverso la danza:

“Il Valzer conobbe una diffusione di inaudita rapidità, divenendo più che una moda, un delirio, fino a provocare le prime condanne dalle autorità religiose”. Da Storia della danza dalle origini ai nostri giorni

Il Sachs propone questa descrizione:

I danzatori tengono sollevati ben in alto i lembi dei lunghi vestiti delle loro compagne perché non striscino per terra e non vengano calpestati; girando la coppia si avviluppa rimanendo così strettamente allacciata e in questo modo, continua a volteggiare in un atteggiamento sconvenientissimo, la mano che tiene il vestito poggia ben ferma sul petto della donna premendo con lascivia ad ogni piccolo movimento; le ragazze avevano uno sguardo folle o sembravano prossime al deliquio…”

Anche i giovani intellettuali tedeschi abbracciarono il Valzer come mezzo per manifestare il loro spirito ribelle. Erano sognatori a disagio nella società, era la generazione dello Sturm und Drang e del loro leader, Johan Wolfang Von Goethe ( 1749-1832); il suo romanzo I dolori del giovane Werther , fu uno dei punti di partenza del Romanticismo. Il protagonista del romanzo è proprio danzando un Valzer che prova il piacere dell’estasi e la scomparsa di quella realtà che non accetta: “Giravano tutt’ intorno come sfere e naturalmente si confondevano un pò, perché solo pochi sapevano danzarlo (il Valzer) … Mi muovevo con tanta leggerezza. Non ero più un essere umano; tenere tra le braccia la più adorabile delle creature e volare intorno a lei come il vento, così che ogni cosa intorno scompariva”. Da I dolori del giovane Werther

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Cambiamenti nella danza d’arte

La generazione di Goethe fu coinvolta nella trasformazione storica da società feudale a società borghese, da uno spirito razionale ad uno romantico. Il Romanticismo di qui a poco si diffuse in tutto il mondo e in tutti i campi della cultura e dell’arte. Anche nella danza d’arte avvengono dei cambiamenti importanti, con le Lettres sur la danse et sur les ballets del maestro di danza Jean George Noverre (1727-1810), le parole chiave della danza diventano: natura, carattere, anima, passione e verità, rivoluzionando il concetto di danza. Il balletto aveva dimenticato che la danza sa parlare dell’anima, quindi via le maschere e i passi fini a sé stessi, via i vestiti che seppellivano il libero movimento del corpo e via alle classiche simmetrie delle figure che contrastano l’espressione di una realtà viva.

Leggi anche gli articoli: La danza nel Rinascimento, La danza nel Medioevo, La danza nell’antico Cristianesimo,  La danza nell’antica Grecia , La danza per l’uomo primitivo.

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