Danza popolare Salentina e Tarantismo – Storia della danza

Dal Medioevo e fin oltre il XVII secolo, infuria in Italia una mania di danza, il Tarantismo. Si attribuisce l’origine di questa “malattia” al morso di un ragno delle Puglie, la Lycosa tarantula.  Andiamo a conoscere meglio la Danza popolare Salentina e il fenomeno del Tarantismo.

Il Tarantismo e la Tarantella

La Tarantella è la danza che segue al famoso morso della Lycosa tarantula il quale, provoca un abbattimento profondo; unico sollievo sono i salti violenti di una danza dell’Italia meridionale, la Tarantella che, come il ragno, prende il nome dalla città di Taranto. In contrasto con il simile Ballo di San Vito dei paesi tedeschi, il movimento, come la febbre, è nel tarantismo uno sforzo personale di guarigione. La danza diveniva poi contagiosa e provocava negli spettatori lo stesso stato di ossessione maniacale.

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Johann Hermann von Riedesel studiò molto attentamente gli enigmatici rapporti d’insieme tra queste danze. Un giorno vide a Otranto una giovane donna di ventidue anni danzare per dieci ore consecutive, senza fermarsi mai e informa, che queste danze duravano talvolta trentasei ore senza interruzione; neanche per mangiare o per bere. J. Hermann von Riedesel attribuisce questo fenomeno, non alla puntura della tarantola, quanto all’arresto di ogni energia vitale durante i periodi di grande caldo nell’Italia meridionale, arresto di cui vede la guarigione nell’azione favorevole che esercita la danza sul sistema circolatorio. “Questa è l’interpretazione razionalistica del XVIII secolo. Ma impallidisce al cospetto dell’estasi spaventosa, divinamente folle della danza”!  Storia della danza dall’antichità a oggi, C. Sachs

Nell’indagine di De Martino si appura che il Tarantismo non era causato dal morso di un ragno, ma un modo di scaricare e neutralizzare le molteplici cause di frustrazione e irrequietezza che era presente nelle comunità contadine, soprattutto nelle donne. Quindi il “ragno” diventa un “disturbatore dell’ordine” una ribellione ad uno stato di sopraffazione, una ribellione placata dalla danza e dalla musica. La Terra del Rimorso, Ernesto De Martino

Pizzica Pizzica

La Pizzica o Pizzica Pizzica è il nome della danza che si fa risalire ad un ballo che la nobiltà tarantina rese come omaggio al re Ferdinando IV di Borbone, in occasione di una sua visita nel 1797, nella città di Taranto. Ma la Pizzica era una danza popolare che la nobiltà aveva preso in prestito dall’antica danza. Attribuita alla città di Taranto e a tutto il Salento è parte di un’insieme di balli popolari denominati tarantelle.

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La musica che seguiva il ballo della Pizzica, era eseguita da vari strumenti musicali, tra i quali i più presenti erano il tamburello e il violino. La Pizzica era suonata per giorni o settimane, per curare le tarantate e aveva delle caratteristiche particolari, diverse dal musica resa popolare da Luigi Stifani .  Il ritmo della Pizzica era più veloce. Oggi il fenomeno del tarantismo è scomparso, anche se rimane il ballo della Pizzica, una danza di coppia che prevede dei movimenti tipici che assomigliano al Salterello romano e alla Tresca toscana. Insieme alla Danza delle spade e al Ballo la pizzica di San Vito dei Normanni. La danza popolare in Salento, continua ad essere presente nelle feste popolari come nelle Notte della Taranta, la quale è diventata un fenomeno nazionale soprattutto per la musica tradizionale salentina.

Bibliografia

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