La Bella addormentata Repertorio – Storia della danza

Balletto del repertorio classico della danza, ispirato alla celebre fiaba di Perrault , La Bella addormentata è considerato la massima espressione della cultura zarista del XIX secolo. In questo articolo la storia e la trama del celebre balletto.

La Bella addormentata Storia

Titolo francese: La Belle au bois dormant; titolo inglese: The sleeping Beauty; Titolo tedesco: Donroschen; titolo russo: Spyashchaya krasavitsa

  • Balletto con prologo in tre atti e quattro scene
  • Librettisti: M Petipa e Ivan Vsevolojsky
  • Coreografie: Petipa
  • Musica: Tchaikovsky
  • Scenografia: G. Levot, I. Andreyev, M. Botcharov, K. Ivanov, M. Shishov
  • Costumi: Vsevolojsky
  • Prima rappresentazione: Pietroburgo Teatro Marijinsky 16 gennaio 1890
  • Interpreti: Brianza, Gerdt, Cecchetti, Maria Petipa, Nikitina
  • In seguito, una versione integrale del balletto è stata allestita da Giorgio Savocco alla Scala con la Brianza nel ruolo principale (Milano 1896).
  • Clustine ne ha curato un’altra di 48 minuti con la Pavlova nel ruolo di Aurora (New York 1916)
  • Il balletto ha acquisito  una vasta notorietà in Occidente grazie alla produzione di Diaghilev intitola ta The Sleeping Princess (Londra 1921), nonostante il grande successo risultò troppo costosa da mantenere in repertorio
  • Diaghilev ne elaborò quindi una versione ridotta con il titolo Le Mariage de Belle au bois dormant (Le nozze di Aurora Parigi 1922), seguita da altre più o meno ridotte realizzate da vari coreografi tra cui Mordkin (1936) e Littlefieled (1937) negli USA
  • Dopo quello di Diaghilev, il primo vero tentativo di riprendere la versione di Petipa è stato fatto da Sergeyev per il Sadler’s Wells Ballet (1939)
  • Sempre Sergeyev, ha elaborato una versione più ricca quando la compagnia si trasferì al Cov. Gdn. (1946), riprendendola più tardi in occasione della stagione newyorkese al Met. (1949)
  • Questo allestimento è poi servito da base per le successive produzioni del Royal Ballet e anche come modello per altre rappresentazioni in Occidente, come la versione di Nureyev alla Scala di Milano (1966) che è stata in seguito ripresa dal National Ballet of Canada (1972) e dal London Festival Ballet (1975)
  • Mentre altre versioni recenti sono state quelle di Nijinska – Helpmann per il Grand Ballet du Marquis de Cuevas (1960), quella molto personale di Wright (1967), di Grigorovich per il Balletto del Bolscioi (1973), di Helpmann per l’Australian Ballet (1973), di Neumeier per il Balletto di Amburgo (1978)
  • Béjart ha tratto ispirazione da La bella addormentata di Petipa per realizzare le coreografie di Ni Fleurs, ni couronnes
  • Esistono inoltre, diverse riprese filmate e produzioni televisive tra cui quelle della BBC (Royal Ballet 1959) e di K. Sergeyev (Leningrado 1965).

La Bella addormentata Trama

  • Ispirato alla fiaba di Perrault, le variazioni delle fate nel prologo, l’adagio della rosa per Aurora e i quattro principi, la variazione di Aurora nel primo atto, la danza di carattere, il pas de deux della principessa Florine e dell’uccellino blu e il grand pas de deux del finale, mostrano alcune delle preziose idee coreografiche di Petipa che sono state gelosamente conservate.
  • Il prologo rappresenta la festa alla corte del Re Florestano, per il battesimo della principessa Aurora, a cui vengono invitati dame, cavalieri e le fate del regno che portano dei doni per la principessa. C’è una fata che non è stata invitata alla festa, la malvagia fata Carabosse che, per vendicarsi, getta una maledizione alla piccola Aurora: quando avrebbe compiuto sedici anni, la principessa si pungerà con un fuso e morirà. Ma la fata dei Lillà, che non ha ancora dato il suo dono, modifica la maledizione: con la puntura del fuso Aurora non morirà, ma sprofonderà in un sonno molto lungo insieme a tutto il regno. Questo lungo sonno cesserà solo grazie al bacio di un giovane principe.
  • Nel Primo atto, al castello si festeggia il sedicesimo compleanno della principessa Aurora, ogni fuso era stato bandito dal regno. Aurora, corteggiata da quattro pretendenti, balla con i quattro principi che vengono da diversi continenti (Adagio della Rosa). Le danze distolgono l’attenzione del regno e la fata Carabosse, travestita da anziana mendicante, porge il fuso ad Aurora che lo tocca e sviene. Tutti si addormentano e il castello viene avvolto da rovi e circondato da un bosco molto fitto.
  • Nel Secondo atto, sono trascorsi cento anni, nel bosco alcuni nobili sono ad una battuta di caccia tra balli e pic nic. Tra questi nobili c’è anche il principe Desiré. Ad un tratto appare la fata dei Lillà che in un sogno, porta il principe da Aurora. Il principe, quando vede Aurora si innamora. Al risveglio dal sogno si dirige al castello incantato.
  • Nella seconda scena il principe entra nel castello e dà un bacio alla principessa Aurora, spezzando l’incantesimo, la corte si risveglia e ricominciano le danze. Il principe potrà sposare la principessa.
  • Nel terzo atto, al castello si tiene una grande festa e tra gli invitati si vedono l’Uccello azzurro e la principessa Florine, ci sono anche alcuni dei personaggi della fiaba di Perrault ( il gatto con gli stivali, la gatta bianca…)
  • I promessi sposi danzano nel celebre pas de deux alla reggia di Florestano e insieme a loro, tutta la corte invitata al ballo.

Bibliografia Musica e Dv

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