La Danza estatica nella storia dell’uomo

In questo articolo ti presento il mio nuovo libro: La danza estatica nella storia dell’uomo, dai primitivi al Rave. Questo testo nasce dalla riflessione sul bisogno dell’essere umano nella storia, di danzare in estasi.

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La danza estatica nella storia dell’uomo, dai primitivi al Rave

  • Il testo si apre con una breve rassegna sull’utilizzo della danza estatica nella storia dell’uomo, dai popoli primitivi che cercavano, attraverso di essa, un contatto con le forze misteriose che li circondavano, all’inizio del Novecento quando, i pionieri della danza moderna utilizzarono la danza estatica come espressione nella ricerca di movimenti liberi, di gesti puri che fossero espressione dell’anima, in contrapposizione al balletto accademico.
  • Fino alla post-modern dance che, nella danza metaforica riprende le funzioni rituale e terapeutica della danza estatica.
  • Segue un capitolo sul recupero della danza rituale nella cultura occidentale odierna che analizza i modi in cui questo recupero si esprime e il suo significato.
  • Dalla danza sacra alla “vera festa” il Rave, come espressione della riscoperta del linguaggio perduto della danza rituale, in risposta a un bisogno crescente di recuperare una dimensione meno razionale, sepolta nell’inconscio collettivo, anche nella società occidentale che non prevede aree psicologiche in cui la coscienza possa “espandersi”, “alterarsi”, arricchirsi di vissuti e percezioni inusuali, non ordinarie.

La danza nasce preghiera

La danza nasce preghiera, quando, il movimento abituale dell’uomo primitivo non bastava ad esprimere la paura, la gioia, la sorpresa di fronte ad eventi importanti della vita, a quelle forze che lo facevano sentire piccolo, inerme; allora il corpo si muoveva più forte e ancora più forte, il movimento diventava preghiera, meditazione, fino a perdere i confini di sé stesso e respirare l’unità con la stessa vita. Questa, nelle sue svariate sfaccettature è la danza estatica. Attraverso lo stato d’estasi il primitivo spera di “costringere” la divinità a rispondere alla sua preghiera.

“La danza comincia quietamente, ma intenzionalmente animata attraverso un crescendo inebriante e contagioso, il danzatore passa all’esaltazione e raggiunge la semi- incoscienza per attingere infine, in una delirante tensione dei nervi, dei muscoli e dei centri motori, lo spasmo clonico, l’annientamento completo dell’io, il vuoto interiore che è necessario ad accogliere lo spirito”.

La danza estatica in Occidente

Nella società occidentale, dominata dalla tecnologia e dal consumismo, le istanze della totalità, del sovrannaturale e del collegamento tra le varie forme di vita esistenti, sono state occultate.

“In una cultura che reifica il disagio psichico e fisico nella malattia, spogliandolo di ogni significato sociale e riconosce i problemi dell’esistenza riconducendoli a categorie statistiche; l’individuo si trova ad affrontare gli eventi più angosciosi e traumatici della sua vita da solo e senza strumenti”.

Nessuna ritualità prepara l’adolescente a varcare la soglia della vita adulta e lo aiuta a separarsi dall’infanzia. Nessuna religione ricorda lo stretto legame che unisce ogni individuo con gli altri elementi della natura e lo fa sentire come un’unità appartenente a un insieme più vasto.

Forse, la corsa di molti, soprattutto i più giovani, verso l‘uso di sostanze che modificano lo stato di coscienza, purtroppo in modo distruttivo, la frequentazione assidua delle discoteche, in cui si vive l’ascolto di una musica assordante e la frenesia del ballo, così come il Rave, sono la dimostrazione di un’esigenza insopprimibile di creare una realtà che trascende. 

Anche il diffondersi dell’interesse per l’arcano, l’occulto, l’esoterismo, lo sciamanesimo, sembra indicare un bisogno crescente di recuperare una dimensione meno razionale, meno tecnologica, sepolta nell’inconscio collettivo.

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Buona Lettura. Grazie!

 

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