La danza nel Novecento e le nuove tendenze – Storia della danza

Agli inizi del secolo, lo scenario socio-politico europeo era caratterizzato da una guerra economica per l’accesso alle materie prime, una lotta per la conquista dei mercati mondiali. Di fronte alle minacce di guerra della Germania, che voleva affermarsi come potenza mondiale, la Gran Bretagna, la Francia e la Russia, risposero con la Triplice Intesa e questo favorì gli scambi culturali tra i paesi. Gli spettacoli di danza esprimevano bene lo spirito contraddittorio dell’epoca. Andiamo a conoscere le nuove tendenze della danza nel Novecento

La danza d’arte nel Novecento

Durante il primo decennio del secolo, due capitali della cultura fecero a gara per attirare l’attenzione del mondo, Parigi e Vienna. Ben presto anche Zurigo, Monaco e Berlino divennero punti di incontro degli artisti sperimentali. Nella danza d’arte Sergej Djagilev (1813-1929) con il suo balletto, rappresentava il modello propulsore di una concezione di teatro totale che era stato il sogno di R. Wagner, ma che ora collimava meglio con lo spirito del tempo. (Leggi l’articolo precedente –  Storia della danza: La danza del Novecento egli influssi sul teatro). Mentre Djagilev scandalizzava il pubblico con le sue coreografie, presentando movimenti antiaccademici; Anna Pavlova (1885-1931), piroettava per tutto il mondo, risvegliando un sogno di bellezza che non sarebbe più svanito. Quando Djagilev arrivò a Parigi, con i suoi balletti, polarizzò gli appassionati d’arte; poi Vaslav Nijinski (1890-1950), già danzatore leggendario dei Balletti russi, ne divenne coreografo. Dopo L’Apre midi d’un faune e Jeux, fu Le sacre du printemps a suscitare un impatto importante sul pubblico del Teatre des Champs Elysees. Il 29 maggio del 1913 a Parigi si decreta così l’ingresso della danza nell’epoca moderna. il Sacre ruota attorno ai temi del mito, del sacrificio, della morte, del primitivismo. Il balletto si compone di due parti, l’Adorazione della terra e il Sacrificio della Vergine Eletta. L’aspetto rituale dell’opera fu sottolineato anche dai canti popolari russi che furono il materiale di partenza di cui si servì Igor Stravinskij (1882-1971), per elaborare la partitura. I costumi e le scenografie che disegnò Nikolaj Roerich , con motivi geometrici e colori vivi, erano tipici della simbologia rituale slava.

Nijinski impostò le posizioni base dei danzatori con i piedi rivolti in dentro, le ginocchia piegate, la testa inclinata, le mani chiuse a pugno; elaborò i sussulti, i tremolii, le cadute, l’incalzare dei salti fino alla morte sacrificale.

danza Novecento

La nascita della danza espressionista

Nei dieci anni che seguirono la prima guerra mondiale, nell’Europa centrale fiorì la danza espressionista, di cui la danzatrice più complessa fu Mary Wigman (1886-1973). La Wigman frequentò alcuni pittori espressionisti tra i quali Emil Nolde, che le regalò una stampa del suo Tanzerin, un’immagine di una donna che si muove inebriata dalla sua danza estatica. Questa immagine l’accompagnò per tutta la vita. Le sue coreografie non nascono, come per Isadora Duncan, a partire da un evento autobiografico o dalla visualizzazione della musica, (Leggi l’articolo: La nascita della danza moderna e la riscoperta del corpo), ma dalla trasfigurazione di sé stessa, del suo corpo, spinto a muoversi da forze misteriose, sovrannaturali. In Hexentanz , La danza della strega  del 1914, l’uso della maschera rovescia la posizione del pubblico, che da spettatore diventa oggetto di osservazione.

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Un’altra danzatrice del periodo che contribuì alle nuove tendenze della danza fu Charlotte Bara, danzatrice estatica: “attraverso il corpo reso trasparente, l’unione dello spirito liberato dell’uomo con le trascendenze divine”. Da La danza e l’Agit- prop

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L’altra grande personalità nel campo della danza d’arte del primo ventennio del secolo fu Martha Graham (1894-1992). Dopo il suo primo recital nel 1926, nasceva la versione americana della danza moderna. Nelle sue coreografie attingeva a ricche fonti di origini primordiali e simboliche; il suo lavoro mostrava una propensione ad una profonda fede mistica. Il dramma dei rapporti interpersonali e della vita furono i punti centrali delle sue creazioni: “riusci a tradurre la bellezza architettonica e lo spirito dell’estasi religiosa in un movimento puro e semplice”. Da Martha Graham e la modern dance

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La danza sociale nel Novecento

Nella danza sociale, alla prima ondata delle danze negro-americane, nel primo decennio del secolo, seguì, in armonia con la nuova pratica jazzistica dello Swing, una nuova ondata, questa volta di origine creola, messicana e brasiliana, con la Rumba, la Conga, la Beguine, La Samba . Quasi tutte queste danze ed altre americane, come il Boogie Woogie, modificate nel ritmo e nel disegno melodico, costituiscono il primo nucleo di danze sociali contemporanee. Nel 1955 nasce il tumultuoso Rock’ n Roll, al quale seguirà il Twist, quando la moda, attraverso rapide comunicazioni e diffusioni moderne di idee e costumi, contribuisce ad universalizzare le “creazioni” della danza sociale.

Leggi gli articoli Sezione – Storia della danza: La danza per l’uomo primitivo – La danza nell’antica Grecia –  La danza nell’antico cristianesimo – La danza nel Medioevo – La danza nel Rinascimento – La danza nella società borghese il Valzer – La danza nel romanticismo – La nascita della danza moderna e la riscoperta del corpo – La danza nel Novecento e gli influssi sul teatro

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