La libertà è oltre Intervista ad Angelo Mammetti

Quasi tutti cerchiamo la libertà da qualcosa, che sia un limite psicologico, fisico, di credenze, condizioni sociali, relazionali, lavorative, ecc. Qualcosa che vediamo come un limite alla nostra libertà d’essere. Abbiamo fatto una breve intervista ad Angelo Mammetti autore dei libri: La Libertà è Oltre…dietro la Soglia che crediamo Nascosta – Sei nato libero.Credenze e convinzioni che ti impediscono di ricordarlo – La libertà è un percorso.

Ciao Angelo, la tua scrittura è davvero unica, sembra di parlare al bar con un’amico, la tua sincerità è disarmante e si legge venire da un percorso di riflessione profonda. Tra una risata e l’approfondimento di temi non semplici, porti a destrutturare ciò che sembra solido, ma che in fondo, non lo è, per creare la nostra realtà in libertà. In qualche modo, tutti cercano la libertà da qualcosa o qualcuno che sembra limitarci e a volte, lo vediamo come insormontabile, ma questo potrebbe essere proprio  la struttura interna di “come siamo fatti”, o di come “ci hanno fatti”, per non superare mai il conflitto “problema- soluzione”? E qui che l’autore punta nel suo libro, andare a destrutturare proprio questo assunto. Nei tuoi scritti sottolinei che ognuno è bene che faccia il  proprio cammino di “liberazione”, da solo/a, conoscendoci e conoscendo ciò che sembra impedire la nostra libertà, andiamo alle domande:

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  1. Cos’è la libertà?
  • Beh, domanda difficile da esaurire in spazi brevi. Diciamo che osservando quello che si intende solitamente, e cioè il “poter fare quello che si vuole”, con tutte le declinazioni “orrorifiche” che ne scaturiscono, non è di quello che si sta parlando.
  • Io ritengo che a seguito di ciò che chiamo “addestramento”, sia il “poter”, sia il “si vuole”, sono condizionati a manifestarsi in un’unica direzione.
  • L’immagine, qualsiasi si scelga, che rappresenta il potere, si riferisce sempre alla contrapposizione fra due elementi e il potere, è sempre “su” qualcosa o qualcuno,pena l’impotenza e da questo la dipendenza/schiavitù.
  • Manca la percezione di avere il “potere di…, senza un oggetto su cui imporlo. E poi “quello che si vuole”, a guardar bene, è, praticamente sempre, qualcosa che manca con la percezione di avere
  • La sola possibilità di scegliere fra ciò che c’è a disposizione, messo lì da un sistema che lo produce. E non sto parlando solo di cose materiali e di mercato, ma anche di idee, pensieri, abitudini, “emozioni”.
  • Se alla fine superiamo queste due chiavi, vediamo che la libertà è prima di tutto nello scoprire quello che si vuole sul serio, partendo dall’ osservazione di cosa, invece, si crede di volere in base alla cultura in cui si vive, e poi continuare nella scoperta di cosa sia il potere di creare ciò che si vuole.
  • La libertà, a mio avviso, è la condizione in cui si riesce, fin’ora, a descrivere un entità divina, oltre l’umano, e da cui esso dipende e a cui deve riferirsi per ottenere qualcosa.
  • La Libertà, quindi, se raggiunta, ci rende extra umani!
  • “L’ etimologia della parola libertà è da ricondursi al latino “libertas”, a sua volta derivata da “liber”, “uomo legalmente libero” cioè il contrario del “servus”, lo “schiavo”.
  • Infatti, nell’ antichità, quello che per noi occidentali è il diritto per antonomasia,non era affatto scontato, si poteva nascere sia “liber” che  “servus” (ed era molto probabile rimanere per tutta la vita nella stessa condizione).
  • Tuttavia in qualche caso, si poteva perdere o acquisire la libertà (il liberto, appunto, era colui che era passato dallo stato di “servus” a quello di “liber”)
  • Da notare che libertà ha la stessa radice lib- che ritroviamo in altre parole come liberalità, libidine, libare tutte parole che rimandano all’ idea di piacere, di gradimento. Senza impelagarci in interminabili disquisizioni filosofiche, teologiche, sociologiche, giuridiche etc”.
  • Libertà è quindi la condizione di chi può decidere a suo piacere della propria persona, di chi può godere della propria autodeterminazione.” (https://www.etimoitaliano.it/2014/03/liberta.html)
  • Detto questo, che mi sembra fondamentale perché è a questo che ci si riferisce normalmente, io ho la sensazione che creare la propria realtà sia il vero obbiettivo del essere umano e perciò l’unica possibilità di sentirsi libero.
  1. Nel tuo libro parli di coscienza individuale e collettiva, come si fa a sviluppare la coscienza individuale con gli stereotipi collettivi?
  • Le due non sono contrapposte.
  • L’ addestramento millenario riporta costantemente l’ individuo a non considerare il suo potere di creare la realtà, offrendogli/imponendogli modalità di impotenza e dipendenza uguali per tutti. Detto ciò, il sistema per sviluppare la coscienza individuale lo descrivo nel capitolo a ciò dedicato.
  • Dando per assodato che siamo addestrati, suggerisco di osservare la dialettica che usiamo sui 4 paradigmi che riteniamo descrittivi della realtà e di destrutturarla. La dialettica, intendo!
  1. Parli della rabbia come forza motrice per creare la propria realtà, ma cosa consigli quando la frustrazione che porta qualsiasi disagio: malattia, problemi psichici, povertà ecc., toglie proprio quell’ energia vitale? Come ritrovarla?
  • Non do consigli. La ricerca è individuale. Il rischio di sbagliare è un peso con cui, in quanto addestrati e addomesticati, ci si deve confrontare.
  • La libertà ha come prezzo l’insicurezza e l’incertezza.
  1. L’ unione di anima, mente, spirito e corpo è l’armonia, da dove partire quando ci si sente disarmonici?
  • Idem come sopra! Ricercare questa “sovrapposizione” (così io la chiamo) è un percorso individuale, come individuale è stato l’addestramento.
  • Ognuno ha avuto esperienze congrue alla sua identità, sia favorevoli che ostili, quindi ha costruito i suoi personalissimi sistemi di adeguamento.
  • L’unica indicazione che mi sento sia condivisibile è che, sapendo che là fuori c’è solo quello che ognuno di noi vede, in quanto sua interpretazione di ciò che guarda, può essere che anche il concetto di armonia sia una sua creazione e che abbia connotati solo a lui riconoscibili.
  • Non mi tiro fuori, ma credo che troppi, per troppo tempo, hanno, chi cercato, chi offerto, soluzioni. Io no.

Grazie Angelo!

Leggi anche: Lavorare sul corpo per agire sulla mente ConsapevolmenteCorpo, Intervista ad Angelo Mammetti – Conosci te stesso per essere libero, il Processo di Individuazione di Jung.

I libri di Angelo Mammetti:

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