La Terapia Verbale per guarire

La dottoressa Gabriella Mereu ha creato una cura attraverso la comprensione della malattia, come espressione di un’idea sbagliata della personalità. Una volta scoperto lo schema, lo ridicolizza e il sintomo cessa di manifestarsi. Andiamo a conoscere meglio la Terapia Verbale.

Cos’è la Terapia Verbale

La dottoressa Gabriella Mereu, oltre ad essere laureata in Medicina e Chirurgia, è diplomata in medicina olistica, omeopatia e grafologia. Attraverso il suo grande desiderio di guarire i suoi pazienti, si rende conto che la medicina ufficiale generalmente non guarisce, semmai acquieta il sintomo, che spesso poi  ritorna in quello o in un altro modo. Neanche l’omeopatia la soddisfa, così, in una conferenza nel ‘96 a Parigi dell’omeopata argentino Alfonso Masai Elisale, sente questa frase: “si può fare omeopatia senza dare omeopatia”.   Il maestro diceva questo, alludendo al fatto che aveva dato un rimedio omeopatico ad una signora, spiegandole anche il significato, la signora non aveva preso il rimedio, ma era guarita comprendendone il significato. La dottoressa Gabriella Mereu comincia ad ascoltare i suoi pazienti, oltre che con le orecchie, cercando di cogliere i simbolismi, le analogie, le metafore che le danno la possibilità di arrivare all’emozione che è alla base del problema, che ha causato la malattia. Il paziente prende consapevolezza e spesso guarisce.  Da qui nasce la Terapia Verbale.

Temi principali della malattia

Attraverso la pratica della Terapia Verbale, la dottoressa Gabriella Mereu ha scoperto i temi principali della malattia: la mancanza di eros, la presenza di un tiranno, la paura dell’abbandono.

  • La mancanza di eros si esprime nel linguaggio collettivo dei sintomi con le espressioni: fregare, accavallare, palla, pelle, buco, carne
  • La presenza di un tiranno, quindi di una prigionia si esprime così: sento un peso, una pressione, una fascia stretta, una morsa, uno spasmo, qualcosa che tira, che preme, oppressione al petto
  • Il sentimento di abbandono, che spesso non è dato dal sentimento puro di aver perso un affetto, ma di essere abbandonati come dei bambini, un sentimento che appartiene ad una persona involuta, che probabilmente non ha mai provato affettività vera. Nel caso dell’abbandono le espressioni ricorrenti del paziente sono: sento un vuoto, un taglio, qualcosa che si sposta, che si spezza, uno strappo
  • Quando l’abbandono è dato da un tradimento, l’espressione del malato si colora di detti popolari come: sento un coltello nella schiena, ho un dolore a forma di triangolo.

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Curarsi con la giusta informazione

Le cellule dell’organismo umano esistono grazie a un’informazione data dal DNA. I virus che causano le malattie sono un’informazione. Le malattie sono causate da un agente modificante un’informazione sana. Nella Terapia Verbale la malattia è data da uno schema, un pensiero deviante, quindi un’informazione errata. I rimedi omeopatici sono un’informazione, la dottoressa Mereu da un’informazione verbale. L’informazione per essere terapeutica deve essere giusta, centrata e laconica. La malattia si diffonde a volte dalla trasmissione di un’informazione anche se non è presente alcun agente infettante. La dottoressa Mereu chiama questo “contagio mentale”.

Per contattare la dottoressa Gabriella Mereu: http://www.gabriellamereu.it/

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Bibliografia

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