Lavorare sul corpo per agire sulla mente

Intervista ad Angelo Mammetti ideatore di ConsapevolMenteCorpo

“Il corpo non mente” dice Angelo Mammetti, ideatore di ConsapevolMenteCorpo, un laboratorio esperienziale in cui, lavorando sul corpo, sulla postura, sulla respirazione, con esercizi mirati, si prende consapevolezza dei propri blocchi psico-fisici per scioglierli e migliorare il proprio stato fisico e mentale. In questa intervista, Angelo Mammetti ci spiega cos’è ConsapevolMenteCorpo, da dove è partito nella sua ricerca e come la postura e la respirazione agiscono sulla mente oltre che sul corpo.

  • Ha iniziato il suo percorso studiando la Bioenergetica di Alexander Lowen, cosa ha preso da questo studio?

All’inizio mi affascinava che la possibilità di guarigione, paragonato ai decenni di parole e associazioni mentali, con la speranza che prima o poi qualcosa si smuova, potesse essere accelerata, cosa che l’Analisi Bioenergetica assicura. L’approccio della terapia al corpo arriva più direttamente all’inconscio, e quindi, col sostegno dell’analisi, giunge prima alla soluzione dei problemi.

Dopo un po’ mi ha colpito l’intuizione che ci si può prendere da soli la possibilità di cambiare la propria esistenza. Ma questo spetta ad ognuno, mentre a me interessava qualcosa che fosse generalizzabile, qualcosa che riguardasse la totalità della nostra cultura. E ho capito che al di là di quelle che sono le eventuali problematiche individuali che sorgono da storie individuali, c’è anche e soprattutto una dinamica culturale che genera uno stato mentale accompagnato da una corrispondente struttura fisica. Nel libro che ho pubblicato 5 anni fa, denominavo la nostra cultura “cristofilo/produttiva”, causa di paura e ansia che, in base a ciò che dice Lowen, a seconda dell’esperienza individuale, si instaurano nel corpo e lo condizionano inconsciamente. Quindi, pur se con le dovute differenze individuali, tutti noi siamo cronicamente contratti e “non respiriamo” a causa dell’ ansia di produrre, di perdere qualcosa che si è prodotto, e alla paura di sbagliare relativamente ai dogmi culturali di “giusto” e “sbagliato” . Strutturiamo il corpo in modo da non sentire il disagio che ne consegue, utilizzando inconsciamente la limitazione della respirazione. Io spiego e faccio sperimentare come si dovrebbe respirare naturalmente e perciò cosa si fa/agisce per impedirlo. Qui si può trovare un esempio di ciò che sto dicendo

lavorare sul corpo

  • Perché la postura, oltre che per il corpo è importante anche per la mente?

Ho pubblicato un video che dà un’idea piuttosto chiara di cosa intendo. Anche se la moltitudine di “esperti” della mente non prende in considerazione la strutturazione di una modalità di reazione bloccata nel corpo, essa si genera e si mantiene nonostante la loro opinione.

Il corpo viene considerato un intralcio allo strapotere della mente, da più direzioni; viene dato per scontato il suo funzionamento, buono o cattivo che sia, e il modo di trovare una soluzione, un cambiamento, un modo di procedere, parte sempre e solo dalla mente.

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I latini dicevano “mens sana in corpore sano” o viceversa? Se ti si incarnisce un’unghia del piede, gestisci la tua giornata come al solito o devi tenerne conto a tutti i costi, adeguando ciò che pensi alla nuova situazione? Se hai sperimentato il “colpo della strega”, come hai pensato alla gestione del tuo quotidiano in quel periodo? Un’ emicrania (che è dovuta ad una notevole contrattura del “trapezio” protratta nel tempo che si rilassa di colpo) passa inosservata nella tua vita o ti costringe a pensare diversamente dal solito?

Alla fine, quando per esempio alcune cosiddette patologie si cronicizzano, si instaura un modo di concepire la realtà conseguente a quella patologia, fino al punto di considerarla naturale e anche i limiti mentali che ne conseguono. Da tener presente che in realtà diventano patologie solo perché il corpo è sottoposto a delle contrazioni croniche inconsce per un tempo troppo lungo

  • Perché è importante la respirazione e le implicazioni di questa sulla postura, sulle emozioni e sullo stato psicologico?

Prima di tutto, il corpo può resistere senza mangiare per settimane, senza bere per giorni, ma senza respirare solo per un pugno di minuti. Già questo basterebbe. Noi però stiamo parlando di un’altra cosa, e cioè di come il modo di respirare condiziona tutto il corpo e quindi anche la postura. Biologicamente noi siamo fatti esattamente come i nostri antenati, quindi, al di là di alcune modifiche praticamente irrilevanti, abbiamo utilizzato per decine e decine di migliaia di anni le stesse funzioni respiratorie, circolatorie, digestive ed escretorie. Questo perché in natura, evolutivamente parlando, muta solo quello che non funziona più e invece si mantiene, dopo averlo acquisito, quello che fa il suo mestiere egregiamente. Come i nostri antenati abbiamo delle funzioni anche psichiche (non psicologiche) che sono funzionali alla nostra esistenza, quali la paura, la rabbia, l’ansia, il piacere, il desiderio, l’eccitazione, e ognuna di queste,sono motori della nostra esistenza in vita, servono per muovere il corpo adeguatamente alle condizioni in cui l’individuo si viene a trovare. Anche senza grossi studi scientifici, è semplice osservare come cambia il modo di respirare a seconda di quale motore psichico è attivato, e il sistema nervoso centrale coordina le funzioni vitali in base all’informazione che il cervello ha ricevuto sulla situazione ambientale in atto. A seconda delle necessità del momento, viene attivata una respirazione peculiare. Se serve un focus e un’attenzione speciale, accompagnata da una predisposizione muscolare ad agire il più velocemente e energeticamente possibile, respireremo in un modo; se serve approcciarsi con tenerezza e delicatezza ad un cucciolo per proteggerlo, respireremo in un altro modo, e via di seguito. La psiche, quindi, condiziona il corpo e la respirazione di conseguenza.

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Nella nostra cultura, siamo stati educati, quando eravamo totalmente dipendenti dall’ambiente, a controllare le nostre azioni in cambio di sostegno o di punizione (sto sintetizzando all’inverosimile) e la nostra psiche si è cablata sulle modalità di interrelazione con l’ambiente culturale, non con quello naturale, basato sul giudizio fra giusto e sbagliato, non su quello di utile o dannoso. Questo porta ad un necessario adeguamento di tutto il sistema essere umano a ciò che sa fare da sempre: proteggere e sostenere la sopravvivenza dell’individuo. Solo che c’è in atto un conflitto notevole, perché al 90% ciò che è utile biologicamente e sbagliato culturalmente e viceversa. Quindi ci si ritrova allertati per un pericolo difronte a qualcosa che ci sarebbe utile e piacevole e costretti a sostenere qualcosa che sentiamo inutile o dannoso, perché giusto culturalmente. Ecco che in presenza di questo conflitto, il sistema nervoso centrale si attiva come sa fare, ma non può arrivare mai alla soluzione del problema perché è irrisolvibile. Crea così una contrazione cronica inconscia a bloccare ogni azione relativa alla “soluzione” ed essendo così fondamentale la respirazione, ne blocca il funzionamento naturale.

Cosa produrrà nella vita del singolo l’imporre alla respirazione di essere naturale? Ecco la sfida: agire sul corpo per cambiare nella mente ciò che la mente ha strutturato come naturale, dissolvere il conflitto e ritornare a confrontarsi con la naturalezza della nostra esistenza.

  • Cos’ è Consapevolmentecorpo?

È un percorso, basato sull’esperienza fisica, di graduale coscienza di chi si è, con lo scopo di far arrivare questa coscienza in profondità, fino a diventare consapevolezza di chi si è.

È un percorso strutturato a cipolla. Si parte dal grezzo e più superficiale, per arrivare, dopo l’esperienza diretta e tangibile, sempre più in profondità nello scoprire cosa si fa inconsciamente e inconsapevolmente. A quel punto si impara a smettere di farlo e si prova a sperimentare un modo di vivere senza quei condizionamenti decidendo, a quel punto, cosa fare della propria esistenza in sintonia con la propria natura.

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Questa è la parte più difficile, perché scoprire di aver ritenuto naturali aspetti della propria vita assolutamente artificiosi e artificiali, disorienta parecchio.

Ma il gioco è tutto là. Io non credo – altrimenti non farei questa proposta al mondo – che esista un modo “giusto” di vivere omologabile e quindi valido per tutti. Al contrario, do per scontato che sia ogni singolo individuo ad essere il creatore della propria realtà. Inconsapevolmente fin qua, da qua in poi consapevolmente. Se lo vuole e se ha il coraggio di farlo.

Usare il termine “esercizi” mi dà fastidio perché evoca competizione, l’ansia di farli giusti, il pensiero che ci sia un punto finale, qualcosa che “funziona”. Quello che propongo sono esperienze fisiche, gradualmente più approfondite, di ciò che facciamo con il nostro corpo in base a ciò che pensiamo di fare, per poterle smettere. Le affermazioni più consuete sono: “Ma è esattamente il contrario di ciò che ho fatto fin’ora”, “Non avrei mai immaginato di poter fare questo, né di avere i muscoli per farlo”, “Non ho mai respirato, fino a questo momento”, “Si fa molta meno fatica, come non ci volesse niente”. Cambiare il corpo per cambiare la mente in consapevolezza.

  • Nel corso della sua esperienza, quali cambiamenti  di stati emotivi problematici o disturbi psicologi ha visto migliorare col suo metodo? E quanto il corpo e la postura sono importanti?

Prima di rispondere devo precisare due cose. La prima è che la ricerca che ho fatto e che continuo a fare è per me.

Quello di cui parlo e quello che mostro è innanzi tutto una mia esperienza diretta. Questo implica che gli effetti io li valuto su di me, non sugli altri.

La seconda, e quindi lo ribadisco, è che ansia, paura, desiderio,eccitazione, rabbia, tenerezza sono attributi naturali, quindi non si possono eliminare. Si scopre un nuovo modo per gestirne l’influenza.

Quindi non sono io ad aver visto migliorare questi aspetti, ma sono i singoli che raccontano quello che di diverso si ritrovano a vivere nella loro vita. C’è chi si stupisce di non arrabbiarsi più per certe cose e per ciò che gli dicono i loro contatti sui cambiamenti che osservano. C’è chi apprezza il fatto di non essere più sempre stanco, o chi ha imparato a come fare senza sforzo ciò che prima doveva chiedere aiuto per fare. C’è chi si stupisce di come riesca a suonare cose che prima considerava inarrivabili, o chi, insegnante di yoga, riesce a fare cose che non riusciva da 15 anni. Potrei andare avanti per ore, ma resta il fatto che non c’è niente di psicologico nella loro comprensione, solo l’osservazione che qualcosa è cambiato. E anche quello non riescono sempre ad attribuirlo al lavoro fatto sul corpo.

C’è da tenere presente, anche, che io non mi occupo di terapia, non mi interessa. Quindi “stati emotivi problematici o disturbi psicologi” non sono di mia competenza, soprattutto quella di diagnosticarli. So che chi ha fatto anni (in genere dai 10 in su) di terapia, mi dice che se avesse saputo prima… Io rispondo che se non li avesse fatti, non è detto che avrebbe avuto qui quegli effetti.

Chi si aspetta che ConsapevolMenteCorpo funzioni dovrà disilludersi presto. Perché ConsapevolMenteCorpo non serve a ripristinare ciò che c’era prima, ma a decidere autonomamente cosa si vuole che ci sia da questo momento in poi. Serve a questo la consapevolezza, quando si radica e diventa la guida

  • Come fare l’esperienza ConsapevolmenteCorpo? A chi rivolgersi?

Lavoro, per così dire, sia individualmente che in gruppi ristretti. Al massimo 15 persone perché voglio poter seguire ogni singolo con il massimo della cura possibile. Quindi basta che ci sia chi organizzi un gruppo e degli incontri individuali e io arrivo… in qualsiasi posto mi venga chiesto…

Per informazioni e-mail consapevolmentecorpo@gmail.com

Angelo Mammetti ha scritto anche un bellissimo libro “Sei nato libero – Credenze e convinzioni che ti impediscono di ricordarlo” Ed. Uno

Per informazioni su questo libro clicca qui

 

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