Mandala cos’è e Uso terapeutico

Cos’è il Mandala

Il Mandala nella tradizione induista e buddista, è una rappresentazione che simboleggia l’universo, realizzata con polveri colorate, con intrecci di fili su un telaio, dipinta sulle pareti di un tempio o sulla stoffa, è un simbolo spirituale, con disegni geometrici, che si usa spesso per la meditazione e la contemplazione. Soprattutto nel Buddhismo, la loro distruzione rappresenta l’ impermanenza di ciò che chiamiamo materia. Al giorno d’oggi il Mandala è conosciuto anche in Occidente ed usato per pratiche spirituali, ma anche in psicologia, per ritrovare la serenità, l’armonia, l’equilibrio e sviluppare la consapevolezza di sé.

Etimologia del termine “Mandala” e pronuncia

Il termine “Mandala” dal sanscrito “Devangari” indica un oggetto sacro di forma circolare. Ma l’origine del termine non è certa, c’è chi la fa risalire al sanscrito “Manda” che indica la parte densa della schiuma del riso bollito e “Ghrta” , “Tagliare”, indicando la separazione della schiuma dal riso , quindi l’ordinamento degli spazi sacri. Nella tradizione tantrica “Manda” invece, viene tradotto come il sostantivo maschile di “Sara” che vuol dire “Essenza” quindi insieme alla radice “La” si tradurrebbe come “Ciò che raccoglie l’essenza”. Successivamente nell’ opera Arthasastra del IV secolo a. C., la parola “Mandala” indica gli stati stranieri che circondano il regno. Dopo il VI secolo, nei testi tantrici, il termine comincia ad indicare uno spazio sacro di forma soprattutto circolare, ma anche quadrata o triangolare, nel quale le divinità sono invitate ad entrare attraverso i Mantra.

Dunque, la parola “Mandala” può essere tradotta con “centro” o “cerchio” “circolo” o “anello”, in questo “cerchio” si rappresenta il divenire della manifestazione, la vita-morte-vita, ma i significati possono essere molteplici. La pronuncia di “Mandala”   è come: “màndala fuori quella zanzara”, cioè come la seconda persona singolare del verbo “mandare”. Intorno al 1500 a. C., il termine “Mandala” era in relazione agli elementi del cielo come il Sole e la Luna.

Il Mandala nell’Induismo

Nell’ Induismo, il Mandala è una rappresentazione geometrica che si crea per atto rituale e coinvolge tutto l’universo. I Mandala vengono descritti sui testi tantrici dal VI secolo d. C., ma ci sono descrizioni di rappresentazioni cosmologiche, attraverso i disegni geometrici , anche molto prima, già nella “Taittriya Samhita” . Gli altari vedici sono costruiti seguendo le regole geometriche dei mandala.

mandala e uso terapeutico

Mandala nel Buddhismo

Nel Buddhismo cinese e tibetano il significato di “Mandala” è “centro” e “periferia” e indica la rappresentazione dell’universo. La pratica rituale tibetana dello Sngon, il disegno viene eseguito per scopo rituale di consacrazione, iniziazione o protezione. Dopo aver creato i Mandala, i monaci tibetani entrano simbolicamente al suo interno, attraverso le strade per arrivare al centro e raggiungere la divinità e la liberazione. Il Dalai Lama nel 1989 disse che il Mandala è un veicolo per ottenere la pace.

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Mandala e concetto di impermanenza

Per comprendere in modo profondo il Mandala è importante vedere la formazione di questo attraverso le esperte mani dei monaci buddisti che, attraverso delle sabbie sottili e colorate, con delle cannucce particolari di varie dimensioni,  fanno gentilmente depositare le sabbie sui disegni. A volte, per finire questi meravigliosi Mandala, ci vogliono giorni, ma per quanto meravigliosi, alla fine verranno distrutti con un rito finale nel quale le sabbie verranno rimescolate e gettate in un corso d’acqua, rappresentazione dell’impermanenza di tutte le cose.

Quadro con Mandala Tibetani
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Gli elementi del Mandala

Nella cultura tibetana, il Mandala è fatto da 5 elementi, che sono gli elementi che compongono l’universo:

  • Terra – colore giallo –  solidità, fiducia, forza  
  • Acqua – colore bianco – fluidità, flessibilità
  • Fuoco – colore rosso – sole, calore
  • Aria – verde –  comunicazione
  • Infinito– colore blu – libertà

Alle quattro porte corrispondono i 4 elementi

  • Aria – est
  • Acqua – nord
  • Fuoco – sud
  • Terra – ovest
  • Spazio o infinito al centro

Mandala Tripura Sundari
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Uso terapeutico del Mandala

L’uso terapeutico del Mandala è stato introdotto in Occidente da Carl Gustav Jung (1875- 1961), psichiatra, psicoanalista, antropologo, insegnante. (Leggi l’articolo: Conosci te stesso per essere libero il processo di individuazione di Jung). Il Mandala diventa una rappresentazione della propria interiorità, un modo per esprimere in forma simbolica i propri conflitti e superarli.  Jung scrisse quattro saggi sui Mandala dopo averli studiati accuratamente, e questi rientrano nei concetti di “inconscio collettivo” e “archetipo”. Per Jung, nei periodi di tensione psicologica, i Mandala possono essere visti nei sogni e indicare le possibilità di un ordine interiore. La pratica terapeutica del mandala persegue tre scopi principali: centrarsi, sanarsi, crescere. Il paziente disegna e colora il Mandala circolare, secondo la propria immaginazione. L’unica informazione che deve essere data  è che lo spazio interno del cerchio rappresenta il suo “Io” e che deve essere colorato partendo dal centro. Da questo Mandala si possono trarre interessanti conclusioni, per esempio, già osservando la forma del cerchio: se tracciato in modo chiaro o tremolante, e analizzando i colori usati per colorare l’interno. La stessa costruzione e colorazione del cerchio hanno un fine terapeutico,  creano una liberazione e una presa di coscienza di sé, nel paziente.

“Il simbolo mandala è un fatto psichico autonomo, che si distingue per una fenomenologia che si ripete sempre ed è identica in ogni luogo. E’ una specie di nucleo atomico, di cui però non conosciamo ancora l’intima struttura e l’ultimo significato”. (C. G.Jung)

Jung definisce il processo di presa di coscienza: “individuazione”

“Ogni più alto stato di coscienza è condizione di una visione del mondo. Ogni coscienza di basi e di intenti è, in germe, una visione del mondo. Ogni progresso nell’ esperienza e nella conoscenza, significa un passo ulteriore nello sviluppo della visione del mondo. Modificando l’immagine che egli si crea del mondo, l’uomo pensante modifica anche sé stesso. L’uomo il cui Sole gira attorno alla Terra è diverso da quello cui la Terra è satellite del Sole”. (C. G. Jung )

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